Storie e leggende della cattedrale

Un giro insolito del Duomo di Firenze

Naturalmente, è un luogo che non mancherete di visitare, visto che è il centro religioso della città…. Dopo averne ammirato la facciata, girate sul lato nord (quello rivolto verso via Martelli) e fermatevi davanti alla porta detta dei Cornacchini, quella che si trova davanti all’attuale via Ricasoli.

La prima storia che vi voglio raccontare si potrebbe intitolare “quando la realtà supera la fantasia” o anche “un incubo che diventa realtà…”.

Dovete sapere che il leone è un animale privilegiato a Firenze, e del resto anche il così detto Marzocco è un leone che simboleggia Firenze, e poi dietro Palazzo Vecchio venivano allevati dei leoni come a Roma si allevavano le oche e la lupa in Campidoglio…. Le chiese presentavano spesso nelle loro decorazioni leoni e leonesse visto che il leone ricordava San Marco e talvolta simboleggiava lo stesso Cristo che vince il male.

Ma veniamo alla nostra storia.

Siamo all’inizio del 400 e nell’attuale via Ricasoli (allora via del Cocomero) , viveva un certo Anselmo che aveva come incubo ricorrente, quello di essere sbranato da un leone. La porta Cornacchini davanti a cui Anselmo passava tutti i giorni aveva (ed  ha ancora) un leone e una leonessa che sorreggono le due belle colonne ai lati della porta. Un’asse di legno lasciata lì per terminare i lavori, rendeva facile l’accesso alla statua del leone scolpito a bocca spalancata. E una tragica mattina, Anselmo fu attratto da questo leone a bocca spalancata. Per esorcizzare le sue paure e perché terminasse l’incubo ricorrente, Anselmo pensò di sfidare i suoi timori visto che il leone di pietra non poteva certo sbranarlo e quindi si decise ad avvicinarsi e infilare una mano nella bocca della fiera che  era certamente immobile….

Ma Anselmo non poteva certo sapere o immaginarsi lontanamente che uno scorpione se ne stava nascosto nella bocca spalancata, che questo scorpione velenoso lo avrebbe punto e che sarebbe morto alcuni giorni dopo fra atroci  dolori. Diciamo pure che l’incubo di Anselmo era un sogno premonitore diventato tragicamente realtà!!!!

E sullo stesso lato della Cattedrale, proseguite verso via dei Servi e dall’angolo di questa via, cercate su un pinnacolo in alto la statua di un bue scolpito con le sue belle corna. Strano che un animale così umile venga raffigurato nella Cattedrale… Alcuni pensano che sia un omaggio agli animali deceduti nel trasportare i pesanti blocchi di marmo durante i lavori di costruzione della Cattedrale e del resto nel cortile di Palazzo Pitti c’è una scultura dedicata ad una mula….

Ma molti Fiorentini  raccontano in modo più piccante questa storia del bue con le corna…. Sempre all’inizio del 400, abitava in una casa di fronte un fornaio con una bellissima moglie. Si sa che i fornai sono mattinieri e sembra che la bella moglie accogliesse un capomastro che lavorava alla Cattedrale a casa sua quando il marito se ne andava alla bottega. E sembra anche che il capomastro avesse scolpito questo bue per ricordare a tutti per l’eternità le corna che, a sua insaputa, il fornaio portava.

Continuiamo più avanti verso via dell’Oriuolo ed arriviamo al “canto dei Bischeri”. Ricordiamo anche che “canto” nella toponomastica fiorentina indica l’angolo fra due strade ed era molto utile come punto di riferimento nei tempi passati quando ancora non esisteva la numerazione delle case e gli appuntamenti venivano quindi fissati ai “canti”. Mentre girate per Firenze, sotto le targhe in marmo che indicano molte vie, troverete il nome del “canto”.

Ricordiamo anche che attualmente la parola “bischero” indica una persona stupida e sciocca che non sa vivere né fare affari. E questo senso dispregiativo proviene proprio dalla famiglia dei Bischeri che avevano la loro casa nel luogo dove oggi si trova l’abside dell’ attuale cattedrale. Il Comune di Firenze, che aveva deciso di abbattere l’antica chiesa di Santa Reparata per costruirne una più grande che rendeva necessario l’abbattimento della casa dei Bischeri, comincia a far loro offerte per acquistare la loro casa. E i Bischeri, intendendo speculare oltre misura sulle offerte del Comune, non facevano che prendere tempo perché l’offerta aumentasse sempre più. Arrivarono così anche a rifiutare l’ultima vantaggiosissima offerta quando la casa prese fuoco e i Bischeri persero tutto. E’ proprio vero che “chi troppo vuole, nulla stringe”.

Continuando la nostra passeggiata, arriviamo vicino a Piazza delle Pallottole (era una piazza dove si giocava a pallottole, gioco simile alle attuali bocce) dove una targa posta fra i numeri 54 e 55 rossi perché numeri di negozi , ci ricorda che lì si trova il “sasso di Dante”. Poco più avanti, in via dello Studio (dello Studio perché lì si trovava l’antica sede dell’Università fiorentina chiamata appunto lo Studio), possiamo ammirare una pietra grigia con scritto “vero sasso di Dante”. Questo sasso è legato ad un episodio che ci ricorda la formidabile memoria del Sommo Poeta. Si narra infatti che, mentre Dante se ne stava meditabondo a sedere su questo sasso da dove osservava i lavori della Chiesa di Santa Reparata, un signore passasse di lì all’ora di pranzo e gli chiedesse qual era il suo piatto preferito. Dante risponde “l’ovo”. Dopo qualche anno, il signore passa di nuovo di lì e sorprendendo Dante una volta ancora seduto sul sasso, credendo di coglierlo di sorpresa, chiede ancora “Con che cosa” ? E Dante, senza scomporsi , risponde “con il sale”.

Continuando la nostra passeggiata intorno al Duomo, notiamo le due statue di quelli che i Fiorentini chiamano “gli omoni” e cioè Arnolfo di Cambio architetto del Duomo e Filippo Brunelleschi realizzatore della celebre cupola , tirata su, sembra, senza impalcature. I due “omoni” sembrano guardare , con aria compiaciuta, le loro opere.

Vi lascio ora davanti alla facciata della Cattedrale per ammirarla di nuovo nel suo splendore e vi lascio guardare con attenzione anche il Battistero che Dante definisce “il bel San Giovanni”.

 

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Sull'autore
Sira La professoressa fiorentina

Cresciuta in un paesino nei pressi di Siena vive sin da giovan...

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