I MENU D’ITALIA

CUCINA ITALIANA: L’arte del Mangiar Bene

I sapori della cucina italiana

Forse più delle maestose rovine romane, delle chiese spettacolari, dei dipinti e delle statue conservati nei musei più prestigiosi del mondo, ad attirare un viaggiatore in Italia è la voglia di gustare una vera pizza napoletana o un buon piatto di “pastasciutta”. Se è vero però che i capisaldi della cucina italiana sono conosciuti in tutto il mondo, vero è anche che questa arte così ampia e complessa può essere intesa appieno e conosciuta a fondo solo entrando in un ristorante, in un’osteria o nelle tipiche trattorie del bel paese, per scoprire ogni volta e in ogni luogo piatti sempre diversi e mai sentiti prima.

Chi realmente detiene il sapere di questi piatti unici infatti non sono né i grandi chef né i ricettari più famosi, ma le nostre nonne. La nonna di ogni italiano, e tutte le generazioni prima di lei, sono le vere custodi di un patrimonio così grande. Patrimonio che con la loro sapienza, l’esperienza lunga una vita e l’amore per la propria terra e i suoi prodotti, tramandano da secoli da madre in figlia, ma anche ai figli più curiosi di varcare quel tempio sacro che nella casa di ogni italiano altro non è che la cucina.

Per questo motivo la cucina italiana risulta a un primo impatto così semplice e riproducibile in casa propria o all’estero. Caratterizzata sì da pochi e genuini ingredienti (dai 4 agli 8 massimo), il segreto sta però nel saperli far sposare perfettamente con tecniche di cottura, abbinamento, dosaggio e precisione che ne rendono unica e inimitabile la buona riuscita.

Ma per parlare della gastronomia italiana non basterebbe una vita intera, ho quindi preparato per voi un “menù del giorno” col quale farsi un’idea di quella che forse è la più grande delle arti italiane.

E poiché ogni vero pasto italiano inizia sempre con un buon antipasto

 

Altra caratteristica della cucina italiana è la categorica e imprescindibile divisione dei pasti in momenti diversi, ognuno col suo nome. E il primo della fila, quasi ad aprire la strada al palato, è il famoso “antipasto”.

Siamo in Toscana, dove l’antipasto è una vera e propria scienza. Chi infatti entrerà in una delle tipiche trattorie toscane, con le tovaglie a quadri, le sedie in legno e i salumi appesi alle pareti di pietra serena, verra sicuramente servito da prima con un elegante tagliere colmo di tutte le più squisite prelibatezze caserecce di questa terra fertile e collinare. I saporitissimi fegatini, ornati dai migliori salumi d’Italia, come la finocchiona e il prosciutto  crudo e da formaggi squisiti come il pecorino. E per le bocche più raffinate e amanti del gourmet, l’antipasto potrebbe continuare senza sosta proseguendo con pecorino toscano accompagnato da marmellata di cipolle rosse, una buona panzanella, piatto povero quanto ricercato, degli sfilati alle olive avvolti nel succulento lardo di colonnata, e così via. Ma attenzione a non esagerare! Siamo ancora all’inizio.

PRIMI – la Pasta simbolo d’Italia
Ed ecco che si entra nel vivo del nostro appuntamento culinario. La pasta, sovrana di ogni tavola italiana e declinata in più di mille forme a seconda della regione, con nomi talvolta buffi e difficili da pronunciare per chi viene dall’estero: spaghetti, bucatini, linguine, lasagne, pappardelle, fusilli, orecchiette, penne…

Ma ora spostiamoci dalla Toscana, terra dell’antipasto per antonomasia, per spostarci in Puglia, regione del Mezzogiorno dove si narra che la pasta sia nata. E per voi ho scelto un piatto tipico e, come spesso accade nella cucina italiana, condito di pochi elementi ma ognuno dei quali irriproducibile altrove ed estremamente prelibato: le orecchiette alle cime di rapa.

Questa pasta dalla tipica forma trova infatti il suo miglior impiego in questa ricetta antichissima che in Puglia è una vero e proprio simbolo identitario. Entrando in un’ osteria del centro storico barese, o sulle rive del magico Salento, troverete sempre in cima al menù questo piatto delizioso, con pasta rigorosamente fresca e fatta a mano, condita da questo ortaggio unico per il suo gusto amarognolo e delicato. Il tutto insaporito da qualche filetto di alice fresca, peperoncino e olio extravergine di oliva, che in Puglia raggiunge il sapore e il profumo più intensi. Buon appetito!

SECONDI – L’Italia, un paese “Mare e Monti”

E finalmente giungiamo all’apice del nostro banchetto, il secondo, tipicamente o di carne o di pesce, al quale solo i più audaci riescono ad arrivare. La tipica posizione geografica italiana, circondata quasi interamente dalla costa e percorsa da una catena montuosa che spesso di addolcisce  in una ricca collina, fa sì che sia la pesca che l’allevamento e la cacciagione siano punti forti nella cucina nostrana. Il che rende ogni soggiorno nella penisola estremamente vario a seconda che si decida di alloggiare nel romantico Chianti toscano, sulla coste cristalline meridionali, in riva agli spettacolari laghi del Nord e così via.

Ma anche qui tentare un elenco anche solo dei più succulenti secondi italiani sarebbe un’impresa di non poco conto. Proseguiamo allora il nostro viaggio in Sardegna, isola paradisiaca al centro del Mediterraneo, ricca di un’arte culinaria unica e gelosamente custodita dalla tradizione popolare. E nonostante sia interamente bagnata da coste fertili e ricche di pesci prelibati, a regnare incontrastato in questa bellissima regione è il tipico “porceddu”, che trova impiego in moltissimi piatti prelibati e accompagnato dalle spezie più varie. Ma anche qui è la semplicità della cucina pastorale a valorizzarne al meglio il suo gusto tenero e saporito, con un arrosto da estasi dei sensi.

DOLCI – Il trionfo del palato
Ecco aprirsi infine un capitolo a parte: la tradizione dolciaria italiana affonda anch’essa le sue radici nell’antichità, prima ancora dell’importazione dello zucchero dall’America. Esiste probabilmente un dolce tipico per ogni comune d’Italia, offrendo una gamma di prodotti interminabile che farebbe venire l’acquolina in bocca a chiunque. E dietro ogni dolce, oltre un’arte sopraffina e ingredienti sempre eccellenti, spesso c’è anche una storia o una leggenda a narrarne le antiche origini.

Il caso della cassata siciliana, dolce che ho scelto per voi per via del suo genio architettonico e per la sua complessa struttura e la perfetta armonia dei suoi ingredienti, è la testimonianza del passaggio di innumerevoli popoli in questa fertile isola del Sud. Oltre alla ricotta di pecora tipicamente siciliana, gli arabi, dalla quale lingua deriva anche il nome (qas’at, bacinella), apportarono gli agrumi e le mandorle; i normanni la pasta reale, dolcissimo impasto di mandorle e zucchero; gli spagnoli il cioccolato recentemente scoperto in America e il pan di Spagna; gli Angioini la frutta candita. Il mio invito è dunque quello di recarsi in questa isola incantevole e, prima ancora di visitare i bellissimi templi greci, le maestose cattedrali ornate da mosaici o di tuffarsi in un mare sempre limpido e temperato, accomodarsi in un’elegante pasticceria di Palermo e ordinare una fetta di questo prelibato dolce per un’esperienza che vi farà leccare i baffi!

Regalatevi allora una vacanza all’insegna del buon cibo e alla scoperta delle ricette più particolari e gustose. Non si può infatti dire di essere stati in Italia senza aver mangiato una gustosa polenta in riva al lago di Garda, un buon caciucco sulla costiera toscana, i tipici spaghetti alla chitarra umbri, del buon pesce fresco cotto con i limoni della splendida costiera amalfitana e molto altro ancora. Perché a pancia piena, il cuore è sempre più leggero.

Ah, dimenticavo, adesso arriva il caffè!

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Sull'autore
Aldo Instancabile girovago e amante della buona cucina

Figlio adottivo di Napoli e Firenze da sempre in movimento, oc...

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