Scopri il carnevale più divertente d'Italia

Carnevale di Viareggio

Coriandoli, scherzi, sberleffi e stelle filanti… il carnevale esercita un fascino irresistibile ad ogni età!

Solo a carnevale si ha l’occasione di essere qualcun altro e tutto sembra possibile, quindi… via alle danze sfrenate ed alle risate a crepapelle, in una celebrazione della gioia di vivere e del divertimento.

Si dice che il termine carnevale derivi dal latino “carnem levare” espressione che nel Medioevo si usava per indicare la prescrizione ecclesiastica di astenersi dalla carne e che indicava il periodo antecendente la Quaresima. Durante il carnevale si dava l’addio all’anno vecchio celebrandolo con abbondanza di cibi, bevande e spingendo all’eccesso il divertimento che culminava con il rogo di un fantoccio, capro espiatorio dei mali del passato. L’esaltazione della fecondità e la coincidenza con l’inizio dell’anno agricolo fanno risalire le origini del Carnevale ad epoche molto più antiche. E’ ormai considerata accreditata la matrice comune tra questa festività ed alcuni rituali pagani come le celebrazioni in onore del dio greco Dioniso (il dio del vino) e le cerimonie religiose in onore del romano Saturno, entrambi caratterizzati da festeggiamenti sfrenati ed orgiastici, durante i quali veniva eccezionalmente sovvertito persino l’ordine sociale come il rapporto tra servo e padrone.

Il lasciarsi andare, la rottura degli schemi e la voglia irresistibile di acquisire nuove identità rappresentano l’essenza del carnevale, il cui spirito celebrativo viene pienamente realizzato a Viareggio. Questa località balneare è il centro principale del tratto costiero della Versilia, un’area a nord della Toscana famosa per le sue bellezze naturali come le imponenti Alpi Apuane, ma altrettanto nota per le frequentazioni mondane nel periodo estivo del jet-set internazionale. L’idea di addobbare delle carrozze per celebrare il carnevale venne proprio ad alcuni ragazzi della elite viareggina nel lontano 1873 e da allora le grandiose e spettacolari sfilate di “Carri Allegorici” hanno reso il carnevale di questa città tra i 10 più famosi al mondo.

Due sono le intuizioni che hanno trasformato un gioco tra ragazzi in un evento mondiale: l’automazione e la cartapesta. Scultori ed operai dei cantieri navali misero la loro creatività e maestria al servizio del carnevale utilizzando la cartapesta, un materiale duttile e leggero che permise la realizzazione di creazioni animate colossali sempre più sofisticate, tanto che nacque una nuova figura professionale, il  “Maestro carrista”. La musica, le maschere e la pungente ironia tipicamente toscana hanno fatto il resto, attraendo sempre più visitatori giunti da ogni parte del mondo per ammirare questo spettacolo straordinario.

Se la sfilata dei carri animati resta l’aspetto più riconoscibile del Carnevale di Viareggio, i festeggiamenti riguardano una costellazione di eventi che coinvolgono tutti i cittadini e che vanno  dalla creazione di maschere, ad opere teatrali, dalla composizione di musiche carnevalesche, alle feste rionali che ogni viareggino attende per un anno intero.

Partecipare al Carnevale storico o alla festa del rione Marco Polo o all’ancora più celebre Carneval Darsena è una vera e propria esperienza non solo per comprendere e calarsi nello spirito del carnevale, ma anche per viverlo e sentirlo come solo a Viareggio sanno fare. La festa rionale coinvolge tutti gli abitanti del quartiere ospite, che lavorano instancabilmente per allestire cucine all’aperto e punti di ristoro dove gustare prelibati piatti di pesce freschissimo e riscaldarsi con un bicchiere di vino o di ponche. Naturalmente si balla e si sfila per strada fino a mezzanotte e… quando la festa finisce i festeggiamenti proseguono nei celebri locali versiliesi aperti anche in inverno fino a notte fonda. Ognuno di noi può essere protagonista con una maschera elaborata o con un travestimento semplice ma spiritoso, perchè a Viareggio c’è spazio  per chiunque interpreti lo spirito del carnevale anzi, più la maschera è artigianale ed ironica, maggiormente verrà apprezzata dal viareggino doc.

L’ironia e lo sberleffo è una componente essenziale del carnevale di Viareggio e non a caso il pittore futurista Uberto Bonetti creò come sua maschera rappresentativa il Burlamacco, che ha nel suo nome la parola burla (scherzo) e nei suoi colori i tipici ombrelloni rossi e bianchi, che negli anni trenta punteggiavano le spiagge versiliesi. Il carnevale può essere l’occasione per visitare anche le vicine Lucca e Pisa ed il loro straordinario patrimonio artistico, oppure per scatenarsi nei ben noti locali notturni di Forte dei Marmi dopo una cena prelibata in un ristorante raffinato.

Godersi il carnevale e la Versilia in questo periodo dell’anno è per tutti una rivelazione e magari si tornerà a casa un po’ più spettinati, stanchi e non perfettamente struccati, ma di certo più sorridenti e con quella canzonetta orecchiabile sul coriandolo, che ci fischierà nelle orecchie per molto molto tempo…

 

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Barbara Argento vivo!

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